Rifiuti …dal suolo all’aria…

Lo scorso 12 settembre il Sindaco di Montanaro ha inviato una lettera al Ministro Galletti, ed altre autorità, per chiedere il ritiro del progetto Wastend, riguardante la discarica di rifiuti speciali di Chivasso, dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale in corso.

Il Sindaco travisa in tale documento gli obiettivi posti dalla legislazione europea e nazionale interpretandoli come un invito a bruciare tutti i rifiuti e a spostare le discariche vicino all’inceneritore di Torino evitando di porre la richiesta corretta “agli amministratori titolari dell’indirizzo politico” che dev’essere di informare, prevenire e ridurre i rifiuti applicando politiche di gestione ormai consolidate anche in Italia e non solo all’estero come già avviene presso il consorzio Contarina.

Sebbene alcune osservazioni siano condivisibili, altre spiccano per superficialità e scarsa informazione, essendo forse più adatte ad un comizio di piazza piuttosto che a un documento ufficiale.  Nel 2015 Le discariche per i rifiuti urbani in uso in provincia di Torino sono quella di Mattie, Pinerolo, Pianezza e Grosso Canavese.

Nelle osservazioni redatte dal Sindaco spicca la proposta di spostare la costruzione dell’impianto Wastend in prossimità dell’inceneritore onde permettere di bruciare il rifiuto residuo da trattamento immaginando così di azzerare le discariche.  L’incenerimento ossida le sostanze di cui son composti i rifiuti e pertanto le rende disponibili per reazioni incontrollabili generando molecole altamente reattive che rimangono tali nei fumi, nelle scorie e nelle ceneri. Quindi i resti dei rifiuti non scompaiono, ma peggio, si diffondono in atmosfera e ricadono sulle coltivazioni entrando nel ciclo alimentare oltre che nei nostri polmoni e nelle discariche per rifiuti speciali…proprio come quella di Chivasso! Paradossalmente i rifiuti non recuperabili a valle di un ottimo trattamento sono molecole stabili, di solito poliaccoppiati o plastiche residue o inerti, che essendo molto stabili possono essere utilizzati come materiali tecnici di riempimento piuttosto che bruciati-ossidati producendo anidride carbonica e reazioni incontrollate che generano sostanze instabili e gas climamalteranti come la CO2 invece di ridurli.

Nel 2015 son già stati bruciati oltre 23800 tonnellate di rifiuti speciali nell’inceneritore di Torino, su un totale di 472.500 circa ricavando ben poca energia, entra 100 ed esce 18, ma soprattutto si sono prodotti fumi, scorie e ceneri che comunque vanno in discarica, circa il 27% -30% dei rifiuti bruciati.

Da qui nasce lo stupore e la critica per una miopia politica che populisticamente propone alle autorità di regalare ad altri la discarica piuttosto che pretendere invece l’applicazione di pratiche che riducano i rifiuti o che li prevengano, oltre che pretendere la bonifica della discarica di Chivasso verificando e pretendendo le fidejussioni, o contratti assicurativi a tutela dei cittadini.

Ben fa il Sindaco a sottolineare che il finanziamento dell’impianto di trattamento non deve essere finanziato con ulteriori ampliamenti della discarica. L’urban mining proposto sulla discarica di Chivasso non può essere vincolato ad un aumento di cubatura ma unicamente alla bonifica del sito! La sperimentazione in quanto tale dev’essere a carico dello sperimentatore in ogni caso, tanto più che il sito dev’essere bonificato.

Trasferire una discarica invece di chiuderla significa spostare il problema e NON risolverlo!!

Concludendo: spostare i rifiuti dal suolo all’aria serve alle multiutility mentre ai cittadini consumatori serve prevenirli e ridurli modificando i comportamenti d’acquisto.

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