Qualità dell’aria torinese: osservazioni alla proposta di ZTL 2018

RZP e la qualità dell’aria torinese
Osservazioni alla proposta di ZTL 2018

Leggi il testo completo delle osservazioni

“Nelle prossime settimane si discuterà anche in consulta ambiente della proposta di modifica delle attuali regole di accesso alla ZTL torinese finalizzate al miglioramento della qualità dell’aria.
La necessità di prendere adeguate misure di salvaguardia della salute dei cittadini, dopo una serie di provvedimenti e scelte gestionali discutibili, deriva soprattutto dall’avviamento di una procedura della Commissione Europea (caso EU Pilot 4915/13/ENVI) in merito alla non corretta applicazione della Direttiva 2008/50/CE, a causa dei superamenti continui e di lungo periodo dei valori limite del materiale particolato PM10 in zone localizzate nelle Regioni del Bacino Padano, che presentano condizioni orografiche e meteo-climatiche che favoriscono la formazione e l’accumulo nell’aria di inquinanti, quali PM10, ossidi di azoto NOx e ammoniaca NH3.

In particolare i due inquinanti (NOx e NH3) concorrono alla formazione di PM10 secondario, le procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea sono in fase avanzata.”

“Con la DGR 42-5805 del 20-10-2017 della Regione Piemonte, sono state individuate delle procedure di
attivazione di misure temporanee omogenee per la limitazione delle emissioni:

  • blocchi del traffico parziali o totali nell’agglomerato urbano torinese comprensivo dei
    Comuni oltre 20.000 abitanti (vedi allegato 2 della DGR 42-5805 del 20-10-2017)
  • divieto di utilizzo integrativo di stufe a legna;
  • divieto di accensione di falò rituali, barbecue e fuochi d’artificio a scopo intrattenimento, e dei piccoli cumuli di residui vegetali bruciati in loco;
  • Introduzione del limite a 19°C (con tolleranza di 2°C) per le temperature medie nelle abitazioni e spazi ed esercizi commerciali;
  • divieto per tutti i veicoli di sostare con il motore acceso;
  • divieto di spandimento dei liquami zootecnici;
  • introduzione di agevolazioni tariffarie sui servizi locali di Trasporto Pubblico Locale;

Non sono contemplati tra gli interventi temporanei:

  • la revisione della gestione e la riduzione dei rifiuti e della loro combustione, inasprimento e riduzione emissioni;
  • la riduzione degli incentivi alla produzione di energia elettrica da biomasse;
  • la riduzione dei consumi elettrici ed energetici.”

“In questo contesto si inserisce la proposta di revisione della ZTL dell’Amministrazione torinese per il 2018.
Dalla presentazione pubblica dell’Assessore e dalle relative slides, possiamo trarre le seguenti indicazioni in parte condivisibili: le Zone a Traffico Limitato ZTL sono uno strumento di regolazione del traffico e di conseguente riduzione del disagio ambientale all’interno delle stesse, ma la carenza di strutture di trasporto pubblico adeguate, limitazioni orarie ridotte ed estensione superficiale ridotta non influiscono in modo determinante sulla qualità dell’aria dell’area urbana e determinano la migrazione del traffico ai margini della ZTL peggiorando le condizioni ambientali limitrofe. A questo proposito giova ricordare che anche
il rumore e lo stress sono parte del benessere-salute.
I dati della ZTL di Roma del 2005 forniti nelle slides dell’Assessore, sono riferiti ad un’area più che doppia rispetto a quella torinese ed a un blocco di 11,5 ore, ed oltre a riferirsi ad un parco auto di 13 anni fa, non considera le ben diverse condizioni climatiche tra le due città oltre a non specificare quante fossero le stazioni di campionamento coinvolte nella ZTL e fuori, insomma la base statistica.
Nonostante tutto, ciò pare dimostrare che allargando l’area, aumentando le ore di blocco ecc. avendo a disposizione delle linee di metropolitana e ferroviarie, il beneficio ci sia, importante almeno nel centro città.”

“La proposta dell’Assessore di “tassare” i 32.500 veicoli che “improduttivamente” attraversano la ZTL ogni giorno lavorativo per deviarli dalla ZTL, pare un provvedimento inutile ai fini della qualità dell’aria poiché tali veicoli finiranno per intasare le vie adiacenti spostando il problema di qualche isolato aggravando il disagio di altri cittadini.
Il sistema proposto per la modulazione della tariffa di accesso alla ZTL secondo la norma EUROx del veicolo, è interpretato come una ulteriore sperequazione economica a danno di coloro che non possono/vogliono cambiare auto per utilizzi occasionali.
L’estensione oraria a 12 ore è un messaggio “culturale” ma che dev’essere assolutamente sostenuto, come ogni altro intervento, dall’incremento del servizio di trasporto pubblico in ogni sua forma.”

“A questo punto risulta evidente che per raggiungere gli obbiettivi prefissati per il miglioramento della qualità dell’aria bisogna intervenire su altri fronti.
L’intervento sull’orario di accesso alla ZTL attuale e la nuova regolamentazione avranno effetti quasi irrilevanti.
Il maggior impatto sulla qualità dell’aria, per PM 10, PM2,5 e NOx deriva dai combustibili solidi e dalla produzione energetica oltre che dalla Ammoniaca proveniente dagli scarichi agricoli.

L’impatto sulla qualità dell’aria della riduzione dell’incenerimento dei rifiuti, con la revisione della loro gestione e dei contratti di servizio, con serie politiche di prevenzione e riduzione, sarebbe ben più incisiva di una qualunque ZTL comunque regolata!”

Conclusioni

“La vivibilità urbana non è un diritto esclusivo di coloro che vivono nella ZTL centrale, pertanto:

  • condividiamo la necessità di scoraggiare l’utilizzo di auto nell’ambito urbano per motivi di benessere degli abitanti, di riduzione del rumore, per maggior sicurezza stradale, per miglior usufruizione del suolo pubblico, maggior socializzazione, predisponendo mezzi pubblici e linee ferroviarie più efficienti, privilegiando i collegamenti tra le stazioni metro e ferroviarie (non come al Lingotto) estendendo alle zone periferiche le aree a circolazione limitata e creando aree pedonali permanenti nei quartieri periferici;
  • non condividiamo che la ZTL venga utilizzata come motivazione per “il miglioramento della qualità dell’aria”, che l’accesso sia a pagamento, oltretutto differenziato a seconda della classe di EURO del veicolo creando aree pubbliche ad accesso sperequato tra cittadini.

Se veramente si vuole migliorare la qualità dell’aria abbiamo dimostrato che ci sono interventi ben più incisivi, economicamente e socialmente qualificanti, che possono essere intrapresi.”

 

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