Incontro con il Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Torino

Il 17 ottobre scorso una delegazione di Rifiuti Zero Piemonte è stata ricevuta a Palazzo Civico dal Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Torino. La delegazione ha posto a Federico Mensio alcuni quesiti ai quali sono state date le risposte che riportiamo sotto.

 

  1. Avete già definito una strategia concreta sulla raccolta dei rifiuti urbani a Torino?
  • Tempi e % RD
  • Quali sono le azioni che avete pensato di mettere in campo
  • Pensate di estendere la raccolta porta a porta in tutta la città?

L’idea di questa giunta è di promuovere al massimo la Raccolta Differenziata, con l’obiettivo di raggiungere al più presto, sull’intero territorio, la raccolta “porta a porta” (di tipo non ibrido), con un minimo del 65% e con una quantità di rifiuto residuo non superiore a 159 kg/ab, entro il limite temporale che sarà fissato dalla Regione (La legge regionale stabilisce tempi e percentuali di raccolta). Inoltre il Piano Rifiuti regionale in discussione (DdL 217) consente una deroga di 2 anni ( dal 2020 al 2022) relativamente ai minimi sopra descritti.

 

  1. Qual è attualmente l’effettiva differenziata su TORINO (% effettiva di RD), sia come quantità rispetto al conferito, sia come % di ritorno contributi sul costo totale?

Oggi a Torino è al 42,8%. I contributi dai consorzi non li riceve il comune bensì AMIAT. La raccolta a Torino è pari al 20-25% di quella effettuata nell’intero territorio regionale. Accade che i contributi per la plastica (COREPLA), che a Torino rappresenta circa il 10-15% del totale di RD, rischiano di essere vanificati, in quanto occorre sostenere i costi di un’ulteriore preselezione. Benchè in complesso la qualità di molte frazioni della RD sia buona (tuttavia risulta ancora eccessiva la frazione di “organico”, circa il 30%, nello “stradale” indifferenziato), occorre lavorare ancora molto laddove esiste già il porta a porta (aumentando ad esempio i quarteri oggi al 55%), traguardando l’insieme alla tariffazione puntuale. In alcuni territori (ad esempio a Milano, Reggio Emilia) la presenza diffusa delle “casette dell’acqua” (naturale e gasata) ha provocato una riduzione delle bottiglie di PVC. Uno degli obiettivi dell’amministrazione di Torino è anche l’ incentivazione dei negozi di vendita del prodotto “sfuso” ( si suppone che a fronte di un abbassamento dei costi della tassa rifiuti per il piccolo commercio , che verrà quindi incentivato, si otterrà come risultato un aumento delle vendite).

  1. Come pensate di migliorare l’effettiva differenziata su Torino (monitoraggi, sanzioni, comunicazioni alle aziende)?

Alla tariffa puntuale si perverrà gradualmente , per non gravare su chi ha “solo” la raccolta stradale dell’indifferenziato (auspicabilmente entro 5 anni). Nel regolamento comunale esiste già un meccanismo premiale (per i 2  quartieri, uno stradale e uno porta a porta, che ad ogni anno raggiungono il miglior risultato nella RD rispetto a precedente, sono previsti sconti in misura del 10% della tassa rifiuti). Ovviamente occorrerebbe un controllo (con relative sanzioni per i trasgressori) ma prima di ciò occorrerebbe che venissero rimpolpati gli organici (per esempio, il personale AMIAT attualmente riconosciuto inidoneo alla raccolta potrebbe essere formato come ispettori ecologici, perché prima che ai vigili urbani è alla stessa AMIAT che fa capo tale potere di controllo – nei comuni piccoli ovviamente la distinzione è meno evidente). Il comune valuterà quante e quali campagne di comunicazione “mirata” (attività che spetta al comune) svolgere, e i soggetti di cui avvalersi. E’ stato citato il caso di Genova, dove grazie ad una specifica campagna comunicazione “mirata”, in alcune zone si è raggiunta una percentuale dell’80%. Ancora una volta risulta evidente che occorra agire sui quartieri che raggiungono le percentuali inferiori, incentivando il porta a porta.

  1. Il contratto di servizio sottoscritto tra TRM ed ATO R per la gestione dell’inceneritore elimina ogni rischio d’impresa in capo a TRM: non solo una eventuale diminuzione della quantità dei rifiuti da bruciare si tradurrebbe in un aumento della tariffa in modo da garantire comunque lo stesso margine di profitto al gestore (rendendo vani meccanismi premiali di comportamenti virtuosi messi in atto dai cittadini), ma anche il costo del risarcimento di eventuali danni causati dall’impianto, il cui ammontare superasse la somma coperta dall’assicurazione, sarebbe ribaltato sulla tariffa e, dunque, sui cittadini – che, tra l’altro, molto probabilmente coinciderebbero pure con i soggetti danneggiati.  
Il comune è socio diretto in TRM e con le sue finanziarie è un socio di maggioranza anche in IREN, sarebbe importante rivedere questi punti. Cosa ne pensate?

TRM in un primo momento, quasi interamente (al 90%) pubblica, è ora lo è parzialmente (80% di IREN che è “pubblica” per circa il 54%). Considerando che la giunta non ha intenzione (benchè la decisione non spetti al comune) di ricevere rifiuti da altre regioni, se non in casi di reale e stringente emergenza, e considerando che la quantità di rifiuti eliminati è inversamente proporzionale all’aumento della tariffa (con la conseguenza che diminuendo le quantità, e la capacità termica, i costi aumenterebbero, danneggiando  perdipiù  anche i comuni più “virtuosi” ) si può ipotizzare una soluzione che riveda il contratto attuale (anche in relazione ai cambiamenti  derivanti dall’adozione del Piano Regionale dei Rifiuti attualmente all’esame) si potrebbe ipotizzare l’arrivo di quantità da altri bacini regionali. O anche si potrebbe studiare un modo per abbassare costi e contemporaneamente quantità, agendo per esempio sul massimo carico termico, ad esempio agendo sulla quantità di organico ancora oggi conferita, perché dentro l’indifferenziato stradale. Con una buona RD aumenta il potere calorifico e diminuiscono i costi di gestione, di smaltimento, di consumi energivori (al momento il contratto di servizio prevede quantità da 421 mila tonnellate a circa  526.000, e si potrebbero ottenere miglioramenti da 3 punti di vista, quello dello smaltimento, quello del consumo di energia elettrica e quello dell’energia calorifica). Un esempio in tal senso è IREN , che agendo su più fronti riesce a ottenere utili da più fonti.

Ciò detto ci si riserva di fornire una risposta più completa , in seguito alle prossime riunioni di giunta.

  1. Le clausole richiamate nella domanda 4, non profilano secondo voi una violazione delle norme europee alle quali le amministrazioni pubbliche si devono attenere:
  • sotto il profilo della sua potenziale dissuasività nei confronti di politiche di riduzione dei rifiuti (1°punto nella gerarchia – vincolante – nella gestione)
  • perché aggira, in modo piuttosto evidente, il principio “chi inquina paga”

cosa ne pensate?

Ci si riserva di fornire una risposta più completa , in seguito alle prossime riunioni di giunta.

  1. Inoltre le clausole richiamate non profilano forse una violazione delle norme europee, a cui le amministrazioni pubbliche sono sottoposte ? La prima sotto il profilo della potenziale “dissuasivita’ “ nei confronti di politiche di riduzione dei rifiuti (il primo punto, vincolante, nella gerarchia dei principi della gestione) , la seconda perche’ aggira , in modo del tutto evidente, il principio in base al quale “chi inquina paga”.

Ci si riserva di fornire una risposta più completa , in seguito alle prossime riunioni di giunta.

  1. Visto che almeno fino al 2034 l’inceneritore resterà acceso, gli utili che il comune di Torino incassa grazie alle azioni (sia dirette in TRM che in IREN con le finanziarie) non potremmo utilizzarli per progetti finalizzati a ridurre i rifiuti, aumentare e migliorare la rd e, man mano che arrivano i risultati da questi prioritari interventi, investire in sistemi di smaltimento meno impattanti e ridurre tariffa? In modo da arrivare al 2034 senza avere più bisogno dell’inc?

Ci si riserva di fornire una risposta più completa , in seguito alle prossime riunioni di giunta.

  1. Dove vanno a finire ceneri e scorie dell’inc? come facciamo ad avere monitorato che il filtro venga cambiato quando effettivamente è necessario per avere la massima resa?

Premesso è volontà della giunta improntare al principio della “massima trasparenza” i rapporti con i soggetti interessati, soprattutto per quanto attiene alla fornitura di tutte le informazioni richieste (dati semi-orari pubblicati sul sito, semi-ore, non comparabili con le medie orarie, ecc.) , ci si riserva (entro circa 1 mese) di fornire una risposta più completa , in seguito alle prossime riunioni di giunta.

  1. Controlli inceneritore: a) che ruolo vogliono assumere nel comitato locale di controllo? Perché non si battono per cambiare nuovamente le regole di funzionamento e rendere le sedute pubbliche? Perchè fino ad oggi hanno latitato a gestire il CLDC? (il prossimo incontro è il 20 ottobre e la Sindaca è il Presidente del CLDC)

Ci si riserva di fornire una risposta più completa , in seguito alle prossime riunioni di giunta.

  1. Visto che l’articolo 5 comma 10 della nuova disciplina del Comitato Locale di Controllo prevede che la documentazione ufficiale prodotta dal CLDC o dai suoi componenti o presentata allo stesso nel corso delle sedute, i verbali delle sedute ed ogni altra documentazione ed informazione ritenuta rilevante, siano inseriti, per la consultazione, sul portale operativo del CLDC, si chiede: quando sarà ripristinato il sito del Comitato Locale di Controllo con la relativa pubblicazione dei verbali delle assemblee e della documentazione ufficiale?

Premesso che è volontà della giunta improntare al principio della “massima trasparenza” i rapporti con i soggetti interessati, soprattutto per quanto attiene alla fornitura di tutte le informazioni richieste (misurazioni nella fasi di spegnimento dell’impianto), ci si riserva di fornire una risposta più completa , in seguito alle prossime riunioni di giunta.

  1. Dal 27 agosto al 6 settembre l’inceneritore e’ stato fermo in quanto sono stati eseguiti interventi di manutenzione programmata. Le fasi di spegnimento e accensione sono senza dubbio molto delicate. In ogni fase accensione-spegnimento si possono generare il 60% del totale delle diossine emesse in un anno di funzionamento a regime normale (rif: Influence of start-up on PCDD/F emission of incinerators – Wang L. – Chang J – …). Durante le fasi di spegnimento e accensione le emissioni di diossine e PCB nell’aria sono monitorate? In che modo?? Che cosa risponde Arpa a proposito?

Premesso che la giunta intende improntare al principio della “massima trasparenza” i rapporti con i soggetti interessati, soprattutto per quanto attiene alla fornitura di tutte le informazioni richieste (dati semi-orari pubblicati sul sito, semi-ore, non comparabili con le medie orarie, ecc.) , ci si riserva (entro circa 1 mese) di fornire una risposta più completa , in seguito alle prossime riunioni di giunta.

  1. Durante la seduta del CLDC del 22/06/2016 é stato illustrato da parte dell’Ing. Marco Lorenzoni dell’Arpa di Torino, un dettaglio in semi-ore degli inquinanti da cui si é evidenziato che i superamenti riguardano principalmente l’ossido di carbonio e in termini “molto più importanti” il mercurio. Il parametro Hg ha superato il limite, anche solo per mezz’ora, 24 giorni in un anno: “dato degno di nota” come dichiarato da Lorenzoni che tra l’altro, ha dichiarato che: “se si vedono dei superamenti di mercurio, se ne prende atto e si può ragionare su miglioramenti dell’impianto, ma non si fanno comunicazioni all’autorità giudiziaria”.

Riteniamo le affermazioni da parte del rappresentante dell’Arpa nel CLDC a di poco  preoccupanti.

TRM ha dichiarato in data 18/08/2016 al CLDC che “l’eventuale presenza di mercurio nei rifiuti che TRM tratta é indice di conferimenti non corretti. Che cosa significa tutto questo?

Quanto sono realmente efficaci le rilevazioni dei vapori di mercurio a camino e dispersi nell’atmosfera?

Come si può intervenire su TRM e su chi conferisce i rifiuti affinché siano migliorati i controlli di quanto sarà bruciato nell’inceneritore?

Premesso che la volontà della giunta è di improntare al principio della “massima trasparenza” i rapporti con i soggetti interessati, soprattutto per quanto attiene alla fornitura di tutte le informazioni richieste (occorrono controlli a campione sui codici CER, che non sono campioni urbani, è necessaria una maggiore certezza sulla provenienza dei rifiuti, in caso di sforamento dei limiti occorre che ARPA intervenga, ecc..) , ci si riserva di fornire una risposta più completa , in seguito alle prossime riunioni di giunta.

  1. Perché non proponete di trasmettere in streaming le sedute del CLDC?

Premesso quanto risposto alla precedente domanda 9, si è presa in considerazione l’ipotesi che le le sedute del Comitato Locale di Controllo potrebbero svolgersi direttamente all’interno dell’impianto del Gerbido, al cui interno è disponibile una sala riunioni adatta allo scopo.

  1. In che modo noi di Rifiuti Zero Piemonte possiamo collaborare in modo duraturo e con profitto con questa amministrazione per portare avanti la strategia rifiuti zero? sarebbe, ad esempio, ipotizzabile organizzare insieme al Comune di Torino incontri con la popolazione dei vari quartieri per sensibilizzare sui problemi legati alla gestione dei rifiuti, parlare di buone pratiche e dell’importanza di fare bene la raccolta differenziata?

Un’occasione potrebbe essere la partecipazione alla Consulta per l’Ambiente con associazioni ambientalistiche, che il comune intende promuovere  e di cui si è già svolta la prima riunione, ma se ne potranno valutare le concrete modalità solo al momento in cui verrà approntato e reso noto il regolamento. Ciò premesso ci si riserva di fornire una risposta più completa , in seguito alle prossime riunioni di giunta.

Lascia un commento