Comunicato stampa

Rifiuti Zero Piemonte stigmatizza con decisione le dichiarazioni dell’ ing. Boero, rilasciate al quotidiano La Stampa del 10/10/2016.

Riteniamo, inappropriato, scientificamente e umanamente scorretto paragonare l’inquinamento prodotto da un inceneritore a quello di un biscottificio. Offensivo, verso coloro che vedono aumentate le probabilità di sviluppare patologie proprio perché residenti nei pressi di un inceneritore.

Analogamente scorretto è affermare che l’ incenerimento di rifiuti prodotti in un’ altra regione sia una questione di solidarietà.

Se come affermato da Boero “siamo tutti sostenitori del rifiuto zero”, non possiamo esimerci dal sottolineare che uno dei principi cardine di una corretta gestione dei rifiuti sia che le comunità che li producono, debbano assumersi in proprio il compito prioritario di ridurli alla fonte, di recuperarne i materiali e comunque di trattarli sul proprio territorio anche, ma non solo, attuando politiche volte al recupero delle materie prime, alla disincentivazione della produzione di materiali non riciclabili.

Il trasferimento dei rifiuti  da una regione all’altra è indice del fatto che non siano state applicate correttamente le normative Europee rivolte alla riduzione e di non aver attuato le migliori pratiche possibili a tutela dei propri cittadini.

Riteniamo inoltre che non  sia quasi  impossibile “oggi, in una grande città, salire oltre il 65% di raccolta differenziata”, ma doveroso. Torino è la stessa città dove nel 2014 si è passati in pochi mesi dal 44,9% al 62,8% di raccolta differenziata nel quartiere Crocetta. Le best practice sono tante, è sufficiente applicarle.

Il compito delle amministrazioni locali sarà quello di portare avanti azioni secondo le proprie linee politiche e programmatiche in ottemperanza anche ai trattati internazionali sottoscritti dall’ Unione Europea – e tradotti in normative vincolanti per gli Stati membri -, i quali prevedono, e l’ ing. Boero dovrebbe saperlo bene, l’ incenerimento come soluzione residua laddove sia documentata l’impossibilità di adozione di soluzioni alternative ad esso, proprio a causa del ben conosciuto impatto ambientale. (Convenzione di Stoccolma del 2001 sui POPS e Reg. 850/04/CE).

Auspichiamo pertanto che il Presidente di Trm, di imminente insediamento, si limiti a svolgere il proprio ruolo di tecnico e amministratore dell’ impianto nel segno della massima trasparenza, così come ha dichiarato in chiusura di articolo, senza cadere in dichiarazioni propagandistiche sconfessate da tempo dalla realtà dei fatti.

 

RIFIUTIZERO PIEMONTE

 

inceneritore

 

 

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